Improvvisamente, il penultimo giorno delle Olimpiadi, tutti i medagliati azzurri hanno manifestato una subitanea illuminazione, dedicando le loro medaglie al Tibet (dopo il già ricordato, tardivo caso di Margherita Granbassi). I casi sono due: o un crudele complotto aveva relegato gli atleti eticamente più sensibili agli ultimi giorni dei Giochi, oppure c'è stato un 'suggerimento' di qualcuno.
Non per sminuire le parole pronunciate da Josefa Idem, ma il sospetto che gli atleti non siano più in grado di pensare con la propria testa e di parlare con la propria bocca resta...
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domenica 24 agosto 2008
sabato 23 agosto 2008
Qualcuno (a Pechino) non ha avuto il coraggio
Non avrebbe fatto meglio a tacere Margherita
Granbassi, campionessa del fioretto plurimedagliata? Una volta tornata a casa dalle Olimpiadi, l'atleta (già peraltro interessatasi alla questione prima dei Giochi, un lodevole esempio nel mondo dello sport italiano e internazionale) ha rilasciato dichiarazioni contro le discriminazioni e la repressione in Tibet, affermando che donerà la sua maschera al Dalai Lama.
Non sarebbe stato meglio togliere un po' prima la maschera e fare un piccolo gesto simbolico, magari alla premiazione, che sarebbe stato visto da tutto il mondo?
Con questo non si afferma che tutti debbano essere degli eroi. Si può fare onestamente il proprio mestiere disinteressandosi della politica e della filantropia, senza alcuna vergogna. Ma allora si torna a casa e si sta zitti.
Granbassi, campionessa del fioretto plurimedagliata? Una volta tornata a casa dalle Olimpiadi, l'atleta (già peraltro interessatasi alla questione prima dei Giochi, un lodevole esempio nel mondo dello sport italiano e internazionale) ha rilasciato dichiarazioni contro le discriminazioni e la repressione in Tibet, affermando che donerà la sua maschera al Dalai Lama.Non sarebbe stato meglio togliere un po' prima la maschera e fare un piccolo gesto simbolico, magari alla premiazione, che sarebbe stato visto da tutto il mondo?
Con questo non si afferma che tutti debbano essere degli eroi. Si può fare onestamente il proprio mestiere disinteressandosi della politica e della filantropia, senza alcuna vergogna. Ma allora si torna a casa e si sta zitti.
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